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Sony Xperia Z3 in prova: ecco come va e come è fatto

Basta una settimana d’uso per capire che lo Z3, ultimo nato della famiglia Xperia di Sony, è uno smartphone adatto a chi vuole fare una scelta diversa dal solito Samsung platicoso ma superpotente o il sempre “cool” iPhone costruito in mondo superlativo. L’insieme è solido, bello da maneggiare e da esibire ed è un peccato chiuderlo in una cover. Il nuovo Sony, infatti, mantiene il livello costruttivo delle serie “zeta” precedenti ma è ancora più fine, raffinato: due panelli di vetro e una scocca di alluminio. È ultrasottile (7.3 millimetri) e si può usare bene anche con una mano sola, anche se la struttura vetro + metallo è scivolosa. In compenso è molto leggero.  E ci sono dettagli, come gli sportelli che celano e rendono impermeabili i vani MicroSd e Sim e la porta Usb, che denotano una cura mainacele. Se fosse un’automobile sarebbe un’Audi. Da sottolineare che l’impermeabilità (Ip65/68 che rende il device insensibile anche alla polvere) è una gran bella cosa, ma aprire lo sportellino dell’Usb ogni volta è una seccatura. Lo scotto da pagare per avere uno smartphone anche a prova di tuffo in una pozzanghera scendendo dall’auto o, peggio, nel gabinetto (e succede, succede spesso). Lo Z3 resiste per mezz’ora immerso fino a una profondità di 1.5 metri e questo vuol dire che si possono fare foto belle in riva al mare senza aver paura di ondate.

A livello di “motore” troviamo un processore Snapdragon 801 quad core da 2.5 GHz abbinato a una Gpu Adreno 330 e a tre GB di memoria Ram, una dotazione pari a quella dei Samsung Note 3 / Note 4 e di più del rivale S5.
Utilizza purtroppo Sim di tipo “nano” e complica la vita nella migrazione da altri device ma la semplifica a chi ha deciso di passare dal mondo chiuso di iPhone/iOs a quello più open di Android.

Il display (Triluminous) da 5.2 pollici (lo smartphone è però molto lungo) offre colori brillanti una risoluzione full hd 1920×1080 da ben 424 punti per pollici. Quest’ultimo dato è analogo a quello di S5 ed è molto migliore di quello dei nuovi iPhone 6 da 4.7 pollici che vanta “solo” 326 ppi e una risoluzione 1334×750 pixel e della versione Plus da 5.5 che offre 1920×1.80 e 401 ppi. Z3 Resta però un passo indietro rispetto a LG G3 (che esibisce ben 538 punti per pollici e una risoluzione pari a 2.560 x 1.140 pixel) e al debuttante Samsung Note 4 che schiera uno “sproposito” di 2560 x 1440 pixel con una densità di 515 ppi.
La resa in termini di fedeltà cromatica e qualità dell’immagine e dei video è eccellente, ma gli Amoled (display organici che non necessitano di retrolluminazione) di Samsung sembrano più gradevoli e luminosi quando c’è il sole a picco.
L’Android top di Sony ha un comportamento irreprensibile l’interfaccia utente che appare un po’ troppo semplice, a tratti dimessa, rispetto alla TouchWiz Samsung. Ma è questione di abitudine.

Ma è la fotocamera dove lo Z3 brilla su tutti, a iniziare dal comodissimo pulsante per lo scatto che lo trasforma in una vera compatta interconnessa. Il sensore (proprietario Sony Eximor) è da 20.7 megapixel  ed è abbinato a ottiche di qualità dove spicca l’obbietto (G Lens grandangolare). Le foto prodotte sono di alto livello e c’è davvero poco da invidiare a una vera macchina fotografica. Si apprezza la possibilità di fare foto decorose anche con scarsa illuminazione e questo grazie alla sensibilità Iso 12800.

Punto di forza di questo dispositivo sono anche le prestazioni audio. Lo abbiamo provato con varie cuffie (tra cui Akg K 619, Sony XB950AP) e si nota tutta l’esperienza nell’audio di qualità del costruttore giapponese. Lo Z3 vanta tecnologie di elaborazione dei segnali audio e di conversione digitale analogico (come quella battezzata Dsee Hx) permette di migliorare la resa dei file musicali in formato compresso (mp3 e Acc) per restituire una timbrica che non delude gli audiofili e non mortifica la musica. Di certo non sembra di ascoltare uno smartphone. Anzi le performance audio sono del tutto assimilabile  a quelli che si ottengono utilizzando un convertitore esterno come il Meridian Explorer https://www.meridian-audio.com/en/collections/products/explorer-1000/4/
(da solo costa la metà di uno smartphone) che in genere si collega all’Usb del pc ma con una app come Usb Audio Player Pro può essere collegato a smartphone con Usb host per bypassare gli stadi di uscita cuffia che spesso non brillano per qualità. Ma non è il caso dell’Xperia Z3 che oltretutto ha la funzione Usb Host attiva. La gestione dei file è affidata alla app (integrata di serie) File Commander. È intuitiva ma la applicazione Archivio integrata nei Samsung è più “potente”.
La dotazione di app di serie offerte da Sony è ampia e sono votate all’intrattenimento audiovisivo. Fra queste spicca Movie Creator per fare clip personali anche partendo dalle foto. E poi è integrabile con il modo Sony PlayStation grazie al remote per i giochi della Ps4.

Infine la batteria, la casa dichiara due giorni che non sono realistici ma si supera con un utilizzo inteso l’arco della giornata e si arriva a sera inoltrata senza ansia da “battery low”. La cella è da 3.1 Ah e lo smartphone offre una gestione intelligente via software (come lo Stamina Mode) per ampliare l’autonomia energetica. Insomma si può evitare di portarsi dietro un battery back esterno di scorta. Purtroppo in virtù del tipo di costruzione lo Z3  non ha la batteria intercambiabile e in caso di sostituzione va portato in assistenza e questo costa anche in termini di tempo perso.
In definitiva lo Z3 è promosso a pieni voti: è costruito molto meglio dei coreani di pari prezzo (700 euro) e anche degli Htc con un livello qualitativo analogo se non superiore a quello di iPhone 5.

la scheda tecnica si trova qui

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