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Alfa Romeo 4C in prova, ecco come va la «supercar» del Biscione

Alfa Romeo è tornata ed è una vera driving machine: una macchina
studiata, fin nel più minuto particolare, per divertire e scatenare la
passione. No, non serve per muoversi: la mobilità è altra – fredda –
cosa. La 4C è una creatura al servizio del piacere di guida e
dell'emozione pura. Ed è una vera supercar, che però non costa una
fortuna: non è una di quelle auto da sogno che solo pochissimi possono
permettersi.

La nuova sportiva italiana che segna il ritorno di Alfa nel mondo
delle auto superprestazionali, costa 54.300 euro con la messa in strada,
ma con un po' di optional e "cosucce" come il climatizzatore si arriva
sulla soglia dei 60mila. Non che siano pochi in senso assoluto, ma in
relazione alla tipologia di vettura e considerando anche il telaio in
carbonio risulta non solo conveniente ma addirittura abbordabile visto
che offre perfomance paragonabili a quelle di supercar che costano anche
4 volte di più.
Qualche numero: scatta da 0 a 100 km/h in soli 4.5
secondi, esibisce un accelerazione laterale di 1.1 g, mentre la velocità
massima è di 258 orari. Dati impressionanti che sono il frutto di una
filosofia progettuale improntata all'essenzialità alla riduzione del
peso superfluo per fare in modo che i 240 cavalli sprigionati del suo 4
cilindri da 1.750 cc debbano spingere meno di mille chilogrammi. Un
approccio di sostenibile leggerezza (ottenuta grazie alla fibra di
carbonio, come si legge nel testo a destra) ed essenzialità da sportiva
inglese stile Lotus, interpretato, progettato, vestito all'italiana per
creare una vera Alfa Romeo rispettosa del Dna e della storia del
marchio. E così la 4C è una sportiva compatta e grintosa che appartiene
al mondo sogni possibili e segnerà il ritorno del Biscione negli Stati
Uniti. Dopo circa 2 anni e mezzo dalla presentazione del primo concept
(al salone di Ginevra del 2011) è arrivata l'ora del debutto in strada.
Anzi in pista. L'abbiamo prova al proving ground del Gruppo Fiat a
Balocco e nei dintorni tra rettilinei e curve del biellese.

Mettersi al volante è abbastanza agevole: non bisogna fare
contorsionismi come in certe super sportive, ma comunque il largo
bracardo non aiuta. Una volta a bordo è facile trovare la giusta
posizione di guida e fin dai primi istanti la 4c si rivela
incredibilmente spaziosa e comoda per essere una due posti secchi a
motore trasversale centrale-posteriore. Solo i più alti e corpulenti
hanno qualche difficoltà, per il resto la vettura calza come un guanto e
si "fonde" con il pilota.

Si gira la chiave, s'illumina un quadro strumenti essenziale e
moderno (è a cristalli liquidi con un bel display Lcd) e il suono del
1.750 turbo a iniezione diretta, totalmente riprogettato e "rimodellato"
in alluminio rispetto a quello della Giulietta Quadrifoglio Verde,
prende vita con un sound spettacolare, Un rombo pieno che non può
lasciare nessuno indifferenti: è la colonna sonora dell'adrenalina
generata questa Alfa nata per le piste ma che può essere usata tutti i
giorni grazie alle quattro modalità (Natural, Dynamic, All weather e
Race) del sistema Dna (un classico Alfa) che trasforma a piacere il
temperamento della vettura. L'inedito settaggio Race limita al massimo
l'intervento dell'elettronica ed è pensato per dare il massimo in pista.

Il cambio a doppia frizione è fulmineo, mentre lo sterzo diretto,
progressivo e senza servossistenza è una bella chicca per piacerà ai
puristi, permette di ridurre complessità e peso e trasmettere un feeling
di guida corsaiolo. I limiti di stabilità e tenuta sono elevatissimi:
difficile mettere in crisi la 4c anche esagerando con il gas.
Prontissimi i freni. Gli interni sono giustamente spartani ma finiti con
sufficiente cura. I materiali non sono preziosi ma assolvono
correttamente la loro funzione: essere leggeri e robusti. Del resto la
4C vede un connubio tra estetica e funzione, con una linea disegnata e
scolpita per emozionare e offrire per la massima resa aerodinamica.

 

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  • Fabio |

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