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Cina, l’ultima frontiera di designer e carrozzieri italiani

Le auto cinesi sono brutte? Questo è spesso indiscutibile se si guardano
alcuni modelli che spaziano dal clone spudorato all'orrore di lamiera,
vetture che fanno sembrare capolavori la Fiat Duna e persino la Opel
Corsa Tr a tre volumi degli anni 80. Del resto anche in occidente sono
state prodotte auto imbarazzanti e ora è la volta dei cinesi che
evolvono ma hanno dalla loro parte un mercato enorme, tanti marchi
(troppi, circa 100) e possono contare su ingenti capitali e sulla
possibilità di reclutare maestri del design. Quali? I nostri carrozzieri
che nell'ex-celeste impero stanno cercando una nuova primavera visto
che ormai resistono soltanto grazie alle commesse estere. Una volta
lavoravano tutti per Fiat. Oggi nessuno. E a sostenere la maggior parte
di loro non ci sono più capitali italiani. Ad esempio Italdesign di
Giugiaro fa parte del gruppo Volkswagen, Idea Institute partecipata
proprio da capitali cinesi, mentre Trilix è controllata dall'indiana
Tata Motors.
I clienti dei nostri maestri di lamiera sono ora i
costruttori cinesi che necessitano di capacità e conoscenze. Non per
nulla Pininfarina, opera sul mercato cinese dal 1996 e lo scorso anno ha
aperto centro specializzato in ingegnerizzazione a Shanghai.
Che la
Cina sia l'ultima frontiera dei carrozzieri italiani lo si è visto bene
anche al salone di Shanghai (che oggi chiude i battenti). Bertone, che
in Cina genera il 65% del suo fatturato, ha svelato due modelli di suv
battezzati C51X e X80 realizzati rispettivamente per Baic (Beijing
Automotive Industry Holding) e per Fwa. Si tratta di una fornitura
chiavi in mano: Bertone, che da qualche mese ha aperto una filiale a
Pechino, offre ai suoi clienti (i primi cinque costruttori del Paese
asiatico) un pacchetto che comprende la definizione dello stile delle
vetture e dell'ingegnerizzazione, la progettazione con la modelizzazione
e la costruzione dei prototipi.
Sempre Baic al salone ha svelato
l'ammiraglia C90L, sviluppata con la collaborazione di Fioravanti. A
Shanghai ha fatto scalpore una concept molto italiana: è la Vulcano di
Icona, azienda italiana di design ed engineering con finanziatori cinesi
e fondata dalle torinesi Cecomp e Tecnocad Progetti. La società è
guidata Teresio Gaudio, top manager di aziende del livello di Stile
Bertone e Fiamm. Vulcano è una supercar disegnata da Samuel Chuffart e
sarà realizzata su ordinazione in due varianti: ibrida sei cilindri da
870 e V12 da 950 cavalli.
A Shanghai infine anche i designer italiani
emergenti come Umberto Palermo che ha sviluppato lo stile di un veicolo
pesante per la Dongfeng Nissan.