E così, dopo la consueta e ormai noiosa sequenza di rumours, di leakage mirati o involontari e di anticipazioni, ecco che puntuale come ogni anno si ripete il copione del lancio dei top di gamma degli smartphone Samsung che inevitabilmente si chiamano Galaxy S26 ed è composta da tre modelli: il base, il plus (S26+) e quello più interessante dal punto di vista premium / nerd S26 Ultra.

Va detto subito che l’evoluzione è limitata (come potrebbe essere diversamente?). Infatti al di là di aggiornamenti hardware di lieve entità e ritocchi nello stile, troviamo qualche miglioramento nel software AI con soluzioni più intuitive che andranno a cascata con gli aggiornamenti delle serie precedenti.
Tutto lo storytelling del lancio è infarcito, inevitabilmente, da iperboli di marketing della casa coreana che a più non posso ricorre al trito e ritrito slogan del “più qualcosa di sempre” di stampo Applista e, ancora una volta mi chiedo, con una punta di dispiacere: quando Samsung uscirà dal tunnel dell’inseguire la mela e i suoi linguaggi comunicativi? Spero presto ma il fatto che, anche quest’anno, il lancio “unpacked” sia avvenuto a San Francisco sotto casa di Apple fa storcere il naso.
Questo perché Samsung, che dal punto di vista tecnico è, per dirla alla Audi, “vorsprung durch technik”, all’avanguardia della tecnica, ma non è capace di far propria l’eccellenza della “coreanità” come fa, per esempio, Hyundai con il brand Genesis. Ci vuole davvero uno scatto di orgoglio e per fortuna sono stati smentiti i rumours sui colori: la gamma delle tonalità è sobria, e non c’è una versione arancione, ormai diventata simbolo dello smartiPhone di chi vuole apparire e probabilmente lo comprerebbe anche se fosse di cartone.
Battute a parte, inizio con il dire cosa mi è piaciuto di S26 Ultra (in un breve contatto di anteprima), ed è il Privacy Display, probabilmente l’unico motivo che potrebbe spingere all’acquisto, anche chi possiede un device recente. Questa è una feature interessante e ben realizzata. Ok, c’è tutto il gran bagaglio dell’intelligenza artificiale, che poi molti usano per mettere la foto della pizza del kebabbaro sotto casa come se fosse in spiaggia alle Bahamas. Ma volete mettere uno schermo dove il vicino di posto in tram e in aereo o il collega di fianco alla vostra scrivania non può sbirciare? Magari durante le tante troppe riunioni su Teams, bolla digitale nelle quali ormai vivono in molti e per troppe ore
Va detto chiaramente: il Privacy Display è fantastico, perché non peggiora la qualità di visualizzazione ed è efficace. Funziona via hardware agendo su singolo pixel ed è impostabile a piacere su determinate app, per luogo o in base a tempistiche stabilite con routine. È attivabile anche con il doppio schermo, con una app protetta da sguardi indiscreti e l’altra no. Un vero game changer, altro che le pellicole privacy di New Martina! Ciaone, proprio. Già immagino i titoloni se lo avesse introdotto Apple con lodi sperticate e dotte analisi sul valore sociale del privacy.
Lo stile segna un upgrade sul fronte del plateau delle fotocamere con una configurazione simile a quella del poco fortunato S25 edge, mentre quello che non mi piace proprio, sono i bordi ancora più arrotondati rispetto all’S25 Ultra, che a suo volta smussò gli spigoli (distintivi ma un po’ scomodi di S24 Ultra). Il risultato è che visto di fronte assomiglia un po’ di più ad iPhone e, ancora una volta, ho l’impressione che Samsung non riesca a evolvere da questo complesso di inseguire la mela. La scusa ufficiale è che in questo modo S26, S26+ e S26 Ultra sono tutti identici. In pratica una matrioska dal piccolo al grande. Secondo me nessuno compra un telefono perché è uguale agli altri della stessa gamma. Tanto la riconoscibilità è data dal camera plateau.

La S Pen, privata purtroppo fin da S25 Ultra delle funzioni bluetooth, è più piccola e sottile, e sulle prime sembra davvero poco comoda da tenere fra le dita. È il prezzo che si paga per avere un nonnulla (0,3 mm) in meno di spessore. A questo punto si poteva toglierla, renderla esterna e magari rimettere il bluetooth.

Quanto all’hardware troviamo un display Amoled QHD+, da 6,9 pollici (6,7 se si considerano i bordi smussati), con refresh adattivo a 120 hz. Il processore è un nuovo Qualcomm Snapdragon 8 Elite Gen 5 in una edizione speciale per Galaxy (gli S26 e S26+ con schermo da 6.3 e 6.7” montano invece un Exynos 2600). Su tutta la gamma sono sparite, deo gratias, le improbabili versioni da 128 GB di memoria di storage e si parte per tutti con 256 GB. Va detto che l’Ultra da 256, con il suo arsenale di fotocamere, non ha molto senso, così come i 12 GB di Ram sono accettabili sul modello base e sul plus, ma fuori luogo su S25 Ultra. Infatti, la versione da 1 Tb ne ha 16 GB, dotazione che avrei voluto su tutti i modelli, oppure avrei gradito una 512/16. Non dico che 16 GB siano utili ma il lusso di un oggetto esclusivo sta anche nell’esagerazione della scheda tecnica, soprattutto visti i prezzi.

Samsung Galaxy S26 Ultra, prezzi
Ci troviamo di fronte ai Galaxy serie S Ultra più cari di sempre: 1.500, 1.700 e 2.000 euro per le versioni 256/12, 512/12 e 1 TB/16. Duemila euro sono davvero tanti, troppi, nonostante la AI migliorata e più intuitiva (possibile migliorare le foto con un prompt di testo, grazie a Gemini nascosto nell’editor) e il meraviglioso display privacy. Va detto che ci sono delle promozioni, ma solo fino al 9 marzo. In pratica si porta via il 512 al prezzo del 256 e quello da un tera a 1.800 euro. Galaxy S25 era meno costote, e le promo per i primi acquirenti ben più generose, nonostante la martellante campagna sui social sul concorso per ben (udite, udite!) 10 (dieci) buoni sconto da 500 euro.

Al di là dei prezzi fuori controllo, S26 Ultra offre un livello costruttivo molto alto, una batteria da 5.000 mAh (sempre la stessa), e introduce inoltre la tecnologia ricarica Ultrarapida che consente di raggiungere fino al 75% di carica in soli 30 minuti. A questo si aggiunge un eccellente comparto fotografico dove non notiamo differenze eclatanti con il model year 2026. Troviamo infatti una dotazione composta da: ultragrandangolare 50 MP f1.9, grandangolare 200 mp zoom di qualità ottica 2×, f1.4 teleobiettivo 50 mp zoom di qualità ottica 10×, zoom ottico 5×, oiS, f2.9 teleobiettivo 10 MP zoom ottico 3×, f2.4. La fotocamera frontale è da 12 MP f2.2.
Riprogettate anche le funzioni Now Brief che ora sembrano più utili e sensate perché maggiormente integrate con le attività quotidiane, anche se, a dire il vero, su S25 le ho usate solo per pochi giorni per poi abbandonarle. Si apprezza infine la gestione delle funzioni Ai, soprattutto per le foto, che risultano più semplici e di uso intuitivo. I preordini sono già partiti, mentre la gamma colori comprende: violetto, battezzato Cobalt Violet, bianco, nero, blu. Da ricordare infine che le versioni oro/rosa e argento sono in vendita solo online.



Samsung Galaxy S26 Ultra