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La Pacifica era ibrida di Fca

Fca entra finalmente nell’era delle automobili ibride, un salto tecnologico indispensabile per mercati e clienti sempre più orientati verso la mobilità «verde» anche in virtù di normative via via più restrittive in fatto di emissioni e consumi. Al salone di Detroit, il North American International Auto Show che ha acceso ieri i riflettori, Chrysler ha infatti svelato Pacifica offerta anche nella variante plug-in hybrid, ovvero con batteria a ioni di litio (da 16 kWh) ricaricabile dalla rete elettrica. In questo modo la vettura può viaggiare a emissioni zero, in sola modalità elettrica, per circa 50 chilometri. Il motore elettrico è abbinato a un’unità a benzina V6 Pentastar da 3.6 litri e 248 cv (le versioni non ibridizzate hanno invece 287 cv). Secondo Fca percorre 80 miglia per gallone di benzina cioè 3,5 litri per 100 km. Il nome non è inedito, ma riprende quello di un suv/crossover Chrysler del 2003. Pacifica ora assume le vesti di un grande monovolume, Mpv (multi-purpose vehicle) come li chiamano da queste parti che sostituisce il modello Town & Country (da noi noto come Lancia Voyager).

Basato su una piattaforma di nuova generazione l’Mpv Pacifica è costruito a Windsor in Ontario (Canada) e sarà venduto negli Stati Uniti a partire dalla primavera primavera con il motore a benzina, mentre nella seconda metà dell’anno arriverà la versione ibrida. Tra l’altro il powertrain ibrido della Pacifica potrebbe anche essere adottato, con opportune modifiche, anche sul suv Maserati Levante il cui debutto è atteso al salone di Ginevra dei primi di marzo.
Non è noto se Pacifica arriverà o meno in Europa ed eventualmente con quale marchio, mentre dal punto di vista tecnologico porta al debutto il rinnovato sistema di infotainment Uconnect di Fca che è stato svelato settimana scorsa al Ces di Las Vegas.
In un salone denso di novità, c’è però una regina: è la Mercedes Classe E. La nuova generazione del best seller di Stoccarda è tanto ricca di tecnologie che guida (quasi) da sola fino al punto di essere la prima auto di serie al mondo a ottenere il permesso nello stato del Nevada per viaggiare in autonomia.
Sotto i riflettori del Cobo Center sono numerose le novità green. Volkswagen ha portato il suv Tiguan nella variante Gte Active cioè ibrida plug-In. È ancora in veste di prototipo e monta a un sistema propulsivo simile a quello della Golf Gte. Audi, invece, porta più in lato l’asticella della competizione tecnologica e ha presentato il concept «h-tron quattro» a idrogeno. La trazione è elettrica con due motori alimentati da celle a combustibile che assicurano un’autonomia di 600 km. Insomma i Quattro anelli sfidano Toyota sulla frontiera delle fuel cell ma a Detroit debutta anche la A4 in versione simil-suv «Allroad». Sulle fronte delle “auto alla spina” c’è anche l’elettrica di GM: la Chevrolet Bolt, compatta full electric da 300 km di automia. Ford invece rilancia sui truck con la Raptor SuperCrew e svela il restlyling della Fusion (la “nostra” Mondeo).
Bmw, dopo aver messo in vetrina al Ces di Las Vegas, la tecnologia ibrida della i8 Spyder e innovative interfacce gestuali si è presentata con due vetture sportive firmate Motorsport: la M2 Coupè spinta da un tre litri Twinpower Turbo capace di erogare 370 cavalli e la M40i, versione superpotente (360 cv) del suv-coupé X4.
Porsche a Detroit ha, invece, portato a completamento la gamma delle 911 rinnovate (e sovralimentate) con le versioni Turbo e Turbo S sia chiusa sia convertibile. Volvo rilancia l’assalto al segmento premium con l’inedita ammiraglia la S90. Si tratta di una berlina di grossa taglia, ma è prevista anche la variante station wagon V90: una notizia che farà felici i fan della casa svedese. E nella partita premium ci sono anche i coreani con Hyundai che lancia la Genesis G90 e i giapponesi di Toyota che con la Lexus LC sfidano niente meno che la Mercedes SL.

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