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Blackberry va davvero verso una rinascita?

Blackberry sì? Blackberry no? La ridda di voci che si sono rincorse
nelle ultime 24 ore dopo l'annuncio del nuovo sistema operativo di Rim (ex Research in motion ora solo Blackberry),
cioè BB10, si possono suddividere in modo sintetico tra chi vede la fine
dell'azienda e chi invece nota l'inizio di una nuova era. Oggi è
difficile stabilire cosa potrebbe succedere nei prossimi mesi: troppe le
speculazioni. Blackberry (ottima la scelta di puntare sul brand trendy e
conosciuto piuttosto che sul meno noto nome

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Research in Motion) è al
centro degli interessi di alcuni nomi altisonanti dell'industria
informatica e della telefonia mobile. Si fanno insistenti le teorie
secondo cui alcune società, principalmente con gli occhi a mandorla,
starebbero valutando molto da vicino l'acquisizione dell'azienda
canadese. In questo senso Blackberry 10 assume un'importanza vitale per
le sorti future: i nuovi Q10 e Z10 sono prodotti vetrina, utili per fare
saggiare e toccare con mano le doti della piattaforma. La
push e-mail di BB è unica nel suo genere per sicurezza, affidabilità,
protezione e tempestività. Ideale in azienda, utilizzima per i
consumatori finali, l'infrastruttura vanta una cifra tecnologica che da
sola giustifica tutti gli sforzi di sviluppo profusi in Blackberry 10.
Reso finalmente più moderno, adeguato alle tendenze degli smartphone top
di gamma e finalmente pronto a rivaleggiare ad armi pari con Android,
Windows Phone e iOS. In più può vantare una predisposizione all'ambiente
business ed enterprise che questi Os, eccezion fatta per quello di
Microsoft, non hanno. Facendo i conti, alla fine a Rim conviene separare
hardware e software. I dispositivi diventano del tutto inutili se
perdono l'essenza esibizionista tipica dei cellulari trendy. In parole
povere, se l'utente non sente l'esigenza di esibire il suo fido
smartphone, è inutile cimentarsi in questo contesto. Molto più
vantaggioso puntare sul licenziare Blackberry 10 e la relativa
infrastruttura di push e-mail a numerosi partner capaci di realizzare
telefonini appetibili, che diventerebbero dei "must have". E lo sforzo
in questo senso avrebbe un ulteriore risvolto: diventare fornitore di
servizi puro permetterebbe a Rim di diventare appetibile per
un'acquisizione. Il consiglio di amministrazione, guadagnandoci dal
nuovo corso grazie al valore azionario nel frattempo salito rispetto
all'attuale, di certo non si opporrebbe…