Qual è il senso vero di uno smartphone di fascia alta super sofisticato il cui prezzo arriva a sfiorare, se non superare, i duemila euro? È una domanda che mi sono posto da molto tempo e che torna prepotentemente alla ribalta provando e utilizzando per un paio di settimane giorni il nuovo Oppo Reno 16 Pro. Tecnicamente è un medio7alto di gamma, anche se il prezzo è quello di un top di qualche anno fa, ma all’atto pratico, e lo vedremo nelle righe che seguono, offre prestazioni del tutto paragonabili a quelle di modelli di ben altro prezzo e caratura, anche restando all’interno dello stesso brand.

Il nuovo Reno 16 Pro compete a testa alta con Find X9 Pro. Ovviamente non arriva ai livelli di un Find X9 Ultra, che è probabilmente il miglior cameraphone che abbia provato nell’ultimo anno, insieme al Samsung S26 Ultra, che però ha altre particolarità oltre all’eccellenza fotografica che, va detto chiaramente, appartiene a device come il già citato Oppo oppure lo Xiaomi 17 Ultra. Si tratta di smartphone che, similmente ai modelli Vivo, sono caratterizzati da un gruppo fotocamera integrato in un gruppo di vetroplastica ingombrante, di forma rotonda e non sempre pratica.
Ritornando a Oppo 16 Pro, il dispositivo si presenta con un livello costruttivo molto elevato, praticamente indistinguibile, se non per qualche dettaglio, dai top di gamma veri e propri.
Il prezzo, 1.100 euro, non è basso, ma adeguato alle prestazioni, Oppo Reno16 Pro, disponibile nella colorazione Pop White e Starlight Black si trova giù ora in promozione a 900 euro. Non è poco, ma con i tempi che corrano, e con il costo delle memorie in ascesa non è male. Certo che avranno preferito 16 GB di Ram e non 12.
Il punto critico è un altro ed è il design. Beninteso, il nuovo device di Oppo è gradevole visivamente e al tatto, e offre un’elevata qualità percepita, ma si poteva fare uno sforzo a livello di stile per evitare una troppo evidente similitudine con iPhone. Questo discorso riguarda soprattutto il gruppo fotocamere che è molto simile a quello dei prodotti Apple, a parte la posizione dell’obiettivo ultra-grandangolare.
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Con il Reno16 Pro 5G, Oppo torna sulla scena della fascia medio-alta e lo fa puntando tutto sulla sostanza: resistenza, qualità del display e autonomia. Niente orpelli inutili. Qui c’è solo hardware solido e pensato per durare. ed è questo quello che mi piace. concretteza, prestazioni, senza spendere una fortnia
Lo smartphone è compatto e stare in mano è davvero un piacere. Prendi la versione Pop White: misura 151,21 x 72,42 x 8,36 mm per 188 grammi. La Starlight Black, invece, pesa un po’ meno (185 grammi) e scende a uno spessore di 8,20 mm.
Sul retro del nuovo smartphone si può apprezzare la prima la novità, che si chiama HoloVerse. La scocca è fatta di tre strati: un pattern grafico, un substrato e una miriade di microlenti. Dentro la cover ci sono milioni di minuscoli “proiettori” che interagiscono con la luce. Appena questa colpisce il livello di microlenti, i raggi vengono riflessi e deviati attraverso il pattern superiore: il risultato è un’immagine 3D di un pianeta che sembra galleggiare sopra la superficie. L’effetto di profondità si fa notare: va da 5 a 15 mm.
Sul fronte resistenza, il Reno16 Pro 5G non è sicuramente secondo a nessuno. Non parliamo solo di impermeabilità IP68, ma qui si trovano anche le certificazioni IP66, IP69 e addirittura IP69K. Tradotto: polvere, immersioni, getti d’acqua ad alta pressione e temperature anche molto alte non lo spaventano.
Il display è un Amoled da 6,32 pollici con risoluzione 2640 x 1216 pixel, 460 PPI e profondità a 10 bit. Scorre tutto fluido grazie ai 144Hz di refresh rate. La luminosità normale è a 600 nit, ma in modalità HBM arriva a 1800 e può toccare un picco pazzesco di 3600 nit. Col sole sparato addosso, non fa una piega. Di notte, lo schermo non stanca gli occhi grazie al sistema misto di attenuazione: DC Dimming sopra i 70 nit.
Le prestazioni sono gestite dal SoC MediaTek Dimensity 8550 Super, abbinato a 12GB di RAM LPDDR5X e storage interno a scelta tra 256 e 512GB UFS 3.1. Il tutto mosso da sistema operativo ColorOS 16 (basato su Android 16) con motore di vibrazione lineare e sensore d’impronte ottico sotto il display.
L’app Foto si aggiorna ed è pensata per essere davvero pratica è utile, con la nuova scheda “Crea” che mette tutti gli strumenti di editing a portata di mano. Tra AI Remix Collage, Popout 2.0, AI Portrait Glow per l’illuminazione dei ritratti, AI Motion Photo Slow‑Mo per effetti video dinamici e un AI Eraser che cancella oggetti indesiderati dallo sfondo, è difficile restare a corto di opzioni. C’è anche un editor video più intelligente.
La batteria al silicio-carbonio da 6000m Ah è una delle caratteristiche più interessanti: autonomia sopra la media senza rendere il telefono ingombrante. Per la ricarica, la Supervooc a 80W riduce all’osso i tempi di attesa. Nell’uso quotidiano infatti non ho avuto problemi, anzi arrivare a sera è facile.
Sul retro spicca un sensore Samsung principale da 200 megapixel (f/1.8) con OIS. Lo accompagnano una ultra-grandangolare da 50 megapixel (autofocus) e un teleobiettivo da 50 megapixel (80mm), anche questo stabilizzato. Nella parte anteriore, per selfie nitidi e chiamate in alta qualità, c’è una fotocamera da ben 50 megapixel con autofocus.
Chiude il pacchetto una connettività super completa che comprende: doppia Nano-SIM, Bluetooth 5.4, speaker stereo e navigazione satellitare compatibile con i sistemi GPS, Beidou, Glonass, Galileo e QZSS.
Il oppo Reno 16 Prprsi colloca la vertice della nuova nuova Reno16 Series, composta da gli altri modelli Reno16 (750 euro) e Reno16 FS, Il modello base e il pro sono dotati di un display da 6,32 pollici, mentre la versione FS vanta schermo più ampio da 6,57 pollici e costa 650 euro
Con l’arrivo della nuova serie Reno16, Oppo ha svelato una gadget davvero interessante. Si chiama Oppo Bubble ed è un accessorio pensato per chi ama creare contenuti, ma è stanco di dover fare acrobazie per inquadrarsi correttamente ed evitare la fotocamera anteriore, le cui prestazioni anche nei flagship sono ben più scarse delle fotocamere principali poteriori.

Questo piccolo gadget pesa solo 27,5 grammi, e si attacca facilmente al retro dello smartphone grazie a una cover o a un anello magnetico. Ma a cosa serve esattamente? In sostanza, è dotato di un display Amoled piccolo ma super luminoso che funge da “specchio digitale”. Quando si utilizza la fotocamera posteriore – che è sempre la migliore per qualità dello smartphone, spesso costringe a scattare alla cieca. Ora con Oppo Bubble è possibile avere anteprima in tempo reale. In questo modo realizzare selfie perfetti, foto di gruppo senza nessuno tagliato fuori o inventare inquadrature creative diventa un gioco da ragazzi. La parte migliore è che non è necessario averlo sempre attaccato allo smartphone. Si può togliere e usarlo come telecomando e mirino a distanza, fino a dieci metri. Basta posizionarlo, e una volta controllata l’inquadratura direttamente dal Bubble si può effettuare lo scatto.

I progettisti di Oppo hanno pensato anche a come utilizzarlo quando non si usa. Grazie a una serie di laccetti e supporti, è possibile appenderlo alla borsa o indossarlo al collo come se fosse una spilla hi-tech. Con l’app dedicata, si può dare libero sfogo alla propria creatività: caricare immagini, testi, grafiche colorate o piccole animazioni in loop per abbinarlo al proprio outfit del giorno. Ha un prezzo di 130 euro.
