
Con l’introduzione del display anti-sgamo Privacy Display, Samsung ha inferto un bel colpo ad Apple per una serie di motivi: è una tecnologia facilmente percepibile come utile e probabilmente è indispensabile perché tutti noi non ne possiamo più di vedere il nostro smartphone spiato da occhi indiscreti, sia che siamo nell’ambito familiare sia soprattutto sui mezzi pubblici. Se poi si tengono caratteri grandi e zoom generoso, praticamente mettiamo in piazza i nostri interessi segreti più o meno confessabili.
Certo, si può tranquillamente dire che si può usare una delle tante bruttissime pellicole che impediscono la visione laterale, ma uno smartphone che costa da 1500 a 2000 € con applicate quelle porcherie, veramente non si può neanche immaginare. Ovvio che qualcuno andrà in giro con uno smartphone arancione e la pellicola privacy di New Martina, si crederà cool ma va in giro con una povertà dal punto di vista tecnologico
Il Privacy Display di Samsung ha un solo limite, quello di essere offerto soltanto sul modello di punta S26 Ultra e non sugli altri e probabilmente, se fosse disponibile anche sui modelli base e sul Plus, avrebbe un successo gigantesco perché è una soluzione che impatta sulla vita quotidiana ben più di un’intelligenza artificiale che ci serve per modificare le foto e metterci in testa un colbacco in spiaggia. Quello che non smetterò di rimarcare è che questa tecnologia non ce l’hanno i competitor, sia la magica Apple che, quando e se potrà, la acquisterà e la lancerà come il migliore e più sicuro schermo privacy di sempre, sia i concorrenti cinesi che c’è da immaginare si getteranno a capofitto in questa nuova piccola ma importante innovazione del mondo smartphone che fino all’introduzione del Privacy Display su S26 Ultra non ha introdotto elementi tali da colpire l’immaginario collettivo.